Quando il presidente statunitense dichiara d’aver collassato la capacità bellica del nemico iraniano, un po’ bluffa e sparge fumo su negoziati che interessano anche il suo Paese per un’uscita da un conflitto insensato che danneggia l’intera economia globalizzata. Ma accanto alle esecuzioni mirate contro i vertici iraniani, unico vanto della superiorità tecno-bellica dell’alleanza con Netanyahu, resta la realtà d’una devastazione meno conosciuta, visto che il mainstrem informativo fra gli obiettivi colpiti ha citato quasi esclusivamente siti di produzione e stoccaggio di missili balistici, caserme e servizi dei Pasdaran. Poi s’è purtroppo constatato l’abbattimento di edifici civili coi propri condòmini, ha fatto orrore lo sventramento d’una scuola elementare con tanto dei corpicini degli alunni presenti per la lezione. Il professor Maziyar Ghiabi, direttore del Centro per gli Studi persiani e iraniani presso l'Università di Exeter, ricorda pure gli attacchi rivolti a prestigiose strutture scientifiche. Se n’è parlato poco o nulla. Il 31 marzo scorso aerei da combattimento israeliani e statunitensi hanno bombardato la Tofigh Daru Research and Engineering Company, principale produttore in Iran di princìpi attivi farmaceutici, conosciuti con l’acronimo Api. Sono gli ingredienti che producono l'effetto terapeutico dei farmaci che si tratti d’uccidere i batteri, neutralizzare un virus, regolare gli ormoni o ridurre la temperatura corporea o l'infiammazione. Nei due giorni seguenti un sorvolo congiunto dei medesimi bombardieri ha raso al suolo la sede centrale e tredici laboratori dell’Istituto Pasteur, storica struttura fondata nel 1920 a seguito d’un accordo diplomatico fra il governo francese e quello iraniano. Il Pasteur era uno dei trentatré istituti mondiali impegnati nella ricerca sulle malattie infettive. A detta del professor Ghiabi molti scienziati e stessi funzionari della Sanità pubblica nazionale sono rimasti scioccati da queste distruzioni perché ne risultano disperse unità di produzione, ricerca e sviluppo degli impianti "con ripercussioni a lungo termine sugli anestetici, sulla medicina antitumorale e sui farmaci ospedalieri critici". Senza Api il sistema sanitario iraniano rischia di perdere la sua sovranità davanti a una crisi sanitaria "Non si tratta solo degli edifici, il danno alla cooperazione scientifica e alla preparazione alle epidemie regionali è profondo". Sarà anche questo che ringalluzzisce il tycoon statunitense quando parla di collasso del nemico.
In effetti istituzioni come Pasteur e Tofigh risultavano essenziali nel lavoro di sorveglianza di malattie, diagnostica, risposta alle epidemie e scambi scientifici. "Se chi attacca pensa che riguardi solo noi, non è così! A meno che non si viva in un silos, la nostra regione è altamente interconnessa e la solidità delle infrastrutture sanitarie pubbliche di un Paese contribuisce direttamente alla sicurezza degli altri" ha dichiarato alla stampa internazionale un ricercatore d’una delle strutture colpite, visto che i rischi epidemiologici sono legati ai flussi migratori, commerciali, confessionali, turistici che costituiscono l'ecosistema della vita in Medio Oriente. "Le malattie non seguono logiche di confine" ha concluso lo scienziato. Le strutture Pasteur e Tofigh sono pilastri del sistema sanitario e scientifico iraniano e tra i pochi luoghi in Medio Oriente in grado di sintetizzare Api complesse per farmaci contro il Coronavirus del Covid, vaccini antipneumococcici, antirotavirus e antiepatite B ricombinante. Nel 2021 il Pasteur ha prodotto un vaccino contro il Covid-19 di grande successo tramite una collaborazione, unica nel suo genere, con l'Istituto Finlay di Cuba. Il vaccino, denominato Soberana 2 a Cuba e PastoCovac in Iran, rivaleggiava coi prototipi occidentali molto più costosi come Moderna e Pfizer. Stati Uniti e Israele hanno giustificato l'attacco contro i citati impianti accusando l'Iran di sviluppare Fentanil come parte del suo programma di “guerra chimica”. Il Fentanil è un potente oppioide, noto soprattutto in Nord America con il marchio OxyContin, un tempo commercializzato da un’azienda del gruppo Sackler, la Purdue Pharma, dal 2019 dichiarata fallita per bancarotta. Il professor Ghiabi ribadisce: “Non ci sono prove che l’Iran abbia sviluppato un presunto programma addirittura di guerra basato sul Fentanil, né nei prestigiosi stabilimenti Tofigh e Pasteur né altrove. La calunnia viene lanciata da una rete di think tank neoconservatori americani ripresi da fonti filo-israeliane. Gli attacchi ai presidi scientifici iraniani puntano a una capitolazione della ricerca interna da sommare a quella produttiva industriale e biotecnologica, creando una condizione di dipendenza a lungo termine in vari campi”. Come per i bombardamenti alle università Shahid Beheshti e di Scienza e Tecnologia si mira a condizionare la sovranità scientifica del Paese e a seminare distruzione.
Nb Per chi vuole saperne di più sugli oppioidi da antidolorifico e sul business della famiglia ebreo-americana Sackler, cfr. https://irpimedia.irpi.eu/business-dolore-aziende-famiglia-sackler-guadagnare-oppioidi/


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