mercoledì 2 settembre 2026

Sfumature di verde

  


Sappiamolo. I pensierini del sindaco Gualtieri scritti di suo pugno e pubblicati su La Repubblica del 2 settembre (Acqua, alberi, energia così Roma combatte la sfida dell'afa) spuntano come alibi d’un andamento ambiguo e contraddittorio che continua a fare della giunta della capitale, come di altre città italiane (non possiamo non pensare alla 'Milano da edificare' del modello Sala) luoghi del cemento, altro che aree verdi. Certo, questa giunta rispetto al nulla di amministrazioni romane precedenti (Raggi, Marino, Alemanno) o dell’affarismo della coppia Rutelli-Veltroni, ha piantato a suo dire 700.000 alberi. In realtà una parte di essi sostituiva i continui abbattimenti di precedenti arbusti - crollati, invecchiati, pericolanti e pericolosi - mentre la metropoli in svariate zone sta conoscendo operazioni di ricostruzione o costruzione ex novo, sotto una parola magica: ri-qua-li-fi-ca-zio-ne

 

Però un conto è riqualificare gli ex Mercati Generali, di cui all’inizio del Terzo Millennio il sindaco Veltroni decantava un recupero a sfondo socio-culturale, facendone imbiancare la cinta muraria su via Ostiense per poi lasciare il resto alle sventure future (e tutto è fermo da oltre vent’anni); altra cosa è “riqualificare” l’area dell’ex Fiera di Roma su via Cristoforo Colombo demolendo i vecchi padiglioni e costruendo abitazioni residenziali. Al Campidoglio dicono: ma i 44.000 metri quadri edificabili sono stati ridotti rispetto al progetto iniziale. Vero, ma non basta. Davanti alla crisi climatica che assedia il mondo e tante città, a Roma serve vero coraggio e un’inversione di tendenza non dedicando solo sei ettari del luogo citato (queste le quote della giunta) al verde pubblico, bensì tutto lo spazio disponibile. Tutto. Per raffreddare quell'angolo dell'urbe. 

 

Ma come? c’è già del verde a un chilometro di distanza (il parco di Tor Marancia) dicono sempre al Campidoglio. In una metropoli diventata per due mesi due, e siamo al terzo, più bollente del Cairo, il verde non basta mai. E poi lì dove certi boschetti erano presenti, proprio ai margini del parco di Tor Marancia, il Comune due anni or sono ha predisposto tagli totali delle piante, per pavimentare il terreno e creare giardinetti. Un giardinetto dentro al parco, ci vuole una certa inventiva… Eppure quel lavoro è costato oltre due milioni di euro pubblici. Potevano essere dedicati ad altro, ma ora quel margine è recintato e per taluni ordinato. Giusto, ma si poteva conservare il boschetto, che ne dice sindaco? Parecchi abitanti gliel'hanno chiesto per mesi, proponendo alternative di preservazione botanica. Sono stati inascoltati e turlupinati da assessori, dirigenti, funzionari del Comune. Il sindaco non l'hanno potuto avvicinare: era occupato a tagliare nastri. E l'ha fatto anche in quel giardinetto. Nell’approntare il progetto il Comune ha collocato un tot di lecci (c’è un business della piantumazione?) diversi dei quali non hanno attecchito e restano impalati e stecchiti, mica per la calura di questi mesi, per l’incuria d’una manutenzione inappropriata.

 

La città del grande impegno di Gualtieri per bissare il mandato vede nell’anno che verrà l’avvio del progetto dello stadio dell’As Roma nell’unica area verde del quartiere di Pietralata. Proprio nei 14 ettari dov’è presente un bosco, documentato amministrativamente come “Parco” e finora preservato volontariamente da un Comitato locale. Quest'ultimo ovviamente s’oppone allo sterminio di fusti e arbusti previsto nel progetto “Stadio”. Invece l’attuale giunta considera l’impianto, da collocare a ridosso dell’ospedale Pertini, una priorità pubblica facendola correre nella sua definizione operativa. Il Campidoglio di Gualtieri chiama anche quest'operazione: riqualificazione e rigenerazione, concedendo nei 27 ettari, 11 al verde. Un verde artificiale nel verde naturale destinato a conoscere tagli e ritagli delle piante esistenti. Con buona pace del maestro di Pietralata, il saggio e visionario Albino Bernardini, che in quegli angoli veraci di natura portava i propri alunni a osservare istrici e gheppi. E a imparare come si preserva la vita.

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