C’è modo e modo d’essere casta. L’attuale destra di privilegio riesce a corre dietro alle lottizzazioni del centro-sinistra a favore di radical-chic e parvenu di famiglia, e superarle. Ben oltre le favole a misura inventate da una premier, la prima donna Primo Ministro d’Italia occorre riconoscerglielo, sfavorita da un brutto destino e underdog. Belle balle. Il suo cane da guardia e protettore è stato nientemeno che il cavaliere Silvio Berlusconi, pluri primo Ministro e pure pluricondannato, e suo mecenate nella fase della di lei invenzione politica. Le favole sono proseguite con l’invenzione dell’esclusione dai posti di privilegio. Esclusione dai posti di comando sì, prima del successo elettorale del 2022 e della conseguente piazzapulita ben oltre ogni spoil system, ma non dalle lottizzazioni che hanno visto negli anni, prendiamo gli ultimi venti, uomini e donne col Ventennio nel cuore, godere di nomine nei luoghi pubblici destinati al mercimonio del consociativismo. Gli esempi nel regno Rai sono sotto gli occhi di tutti. Come faceva Giampaolo Rossi a iniziare la sua scalata in Rai, diventando presidente di RaiNet dal 2004 se i fedeli alla fiamma e ad Atreju fossero stati ostracizzati? In realtà ostacoli non ce ne sono stati né allora né prima, e nella Rai di Biagione Agnes e in quella dei ‘Professori’ la presenza di raccomandati d’ogni sponda partitica è sempre stata la pietra miliare per entrare, sistemarsi, farsi spazio e godere di stipendioni e benefici. Sia davanti alle telecamere che esaltano notorietà ed ego, ancor più nelle malcelate direzioni che non possono nascondere le pastette che le presiedono.
Ora, trent’anni dopo, la placida sistemazione di Massimo D’Alema non ancora premier, correva il 1995, comunque segretario del Pds, in un alloggio di 180 metri quadri situato in un angolo di Trastevere per seicentomila vecchie lire o poco più, roba che all’epoca per quelle misure a quel prezzo era impossibile trovare casa anche fuori dal Raccordo Anulare, viene fuori che il baldo ministrone della Difesa, Guido Crosetto la fa più grossa. Un centocinquanta metri quadri, non solo per sé perché tiene famiglia, ai lussuosi Parioli al costo d’un posto letto: seicento euro. Seicento euro, non ai Parioli dove gli studentati pur in locazione non esistono, ma in un appartamento nel quartiere di San Lorenzo per andare in Sapienza oppure all’Ostiense per la Terza Università. La fa più grossa perché sono passati trent’anni e tante inchieste su ‘Affittopoli’ e ‘Privilegiopoli’ susseguitesi nel tempo. E richiami continui alla moralità della politica. Moralità, pfff. La faccia e la prassi dei politici continuano a essere quelle della casta, arrogante col sorriso in falsetto; pretenziosa con la cosa pubblica che viene considerata Cosa propria. Ovviamente non desta scandalo, non solo per l’eterna giustificazione craxiana del ‘così fan tutti’ che era pura verità però non restituiva né il maltolto e neppure il vizio a reiterare, la partitocrazia può proseguire all’infinito a straviziarsi, pretendendo di farlo a nome del popolo visto che un’elezione via l’altra, pur con un elettorato dimezzato, il voto al cittadino glielo strappa. Per senso dello Stato, il voto è una conquista, senso di colpa, se non si partecipa vince l’avversario, senso di scambio, dando qualcosa si spera d’ottenere. Chi ottiene di fatto è una casta che si sente sempre più pura e diva.
Ps Chi vuole saperne di più sulla questione, trova l’articolo a pagina 9 del Domani di ieri.


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