Il successo del Bharatiya Janata Party alle recenti elezioni del Bengala occidentale, già criticato per presunti brogli del Comitato Elettorale che ha fatto mancare la convocazione a ben nove milioni di cittadini, in gran parte islamici, sta avendo pure strascichi di cronaca nera. Ne parla un media come The Wire che sfugge, non si sa per quanto, al controllo del governo centrale. Il ritrovamento in una discarica del cadavere di Sahadeb Bag, bracciante del villaggio di Kota nel distretto di Hooghly, sta destando sospetti e ha sollevato le accuse dei familiari e la diffidenza di parte della comunità agricola cui l’uomo apparteneva. Lui era uno dei numerosi lavoratori della terra da tempo elettori del Trinamool Congress, gruppo guidato da Mamata Banerjee che sin dal 2011 aveva strappato il governo di quello Stato federale al Partito comunista dell’India. Trinamool, pur sostenendo le rivendicazioni di strati sociali disagiati, è un partito conservatore che nel Sansad ha rapporti col Bjp. Però nelle amministrazioni locali i due partiti si fronteggiano, in molti casi non solo a parole. I militanti arancioni (il colore del partito di Modi) risultano sempre numerosi, organizzati, agguerriti e faziosi a tal punto che altre comunità (politiche, ideologiche, religiose) difficilmente riescono a contrastarli. Le manifestazioni di giubilo per la conquista del Bengala occidentale da parte del Bjp sono finite sotto gli occhi di telespettatori e dell’opinione pubblica indiana per vari servizi della tivù. Le note sulla sua ingombrante e minacciosa occupazione fisica di uffici amministrati fino ad aprile da aderenti al Trinamool Congress sono rimaste celate; ancor più la “pulizia” delle periferie della città di Calcutta, dove i nuovi amministratori stanno usando bulldozer per demolire case e negozi autorizzati dal precedente governo. I metodi spicci dei seguaci dell’hindutva non sono una novità e se vengono vellicati da istanze legali, reali o presunte, possono innescare pesanti ricadute sull’ordine pubblico. Un esempio di questi giorni viene dallo Stato federale del Madhya Pradesh, dove l’Alta Corte ha accolto un’istanza del Bjp contro la secolare moschea di Kamal Maula presupponendo che il luogo fosse già occupato da un tempio dedicato a una dea hindu.
Fra gli arancioni c’è già chi dice di fare come con la moschea Babri ad Ayodhya, distrutta nel 2019 da una folla infoiata e delirante. Così nelle scorse settimane nel Bengala gli attivisti del Bjp hanno festeggiato un po’ ovunque. Un po’ hanno praticato demolizioni in alcune aree, un po’ si sono scontrati con avversari e, secondo i parenti di Sahadeb Bag, si sono divertiti ad ammazzarlo, presi dall’euforia d’un successo che riconosce solo a sé stessi il diritto di stare in strada con vessilli e canti, più o meno religiosi. Quel corpo nella discarica c’è finito perché l’uomo era un ubriacone, sostengono alcuni abitanti del villaggio ormai votati nell’urna e nella quotidianità al Bjp e quando un giornalista s’è spinto fra loro a raccogliere dichiarazioni, degli attivisti arancioni l’hanno cercato di dissuadere dal fare domande con toni sempre più decisi. Comunque è venuto fuori che quel bracciante era ben conosciuto perché in zona s’era impegnato col Trinamool Congress, diventando un bersaglio politico. Passando di bocca in bocca verso dichiarazioni più “autorevoli” semplicemente perché fatte da un deputato del Bjp (tal Prasanta Digar) l’apparato dei vincitori-castigatori ha sostenuto: “Ho sentito dire che Sahadeb consumava alcol e soffriva anche di problemi cardiaci. Forse è morto dopo essere caduto in stato di ebbrezza. La morte è sfortunata. Ho chiesto all'amministrazione di condurre un'indagine neutrale”. Non solo la figlia della vittima ha negato che il genitore soffrisse di cuore, anzi. Era un uomo di buon cuore, in ogni senso, affermava chi lo conosceva. E la consorte, sostenitrice della tesi d’un omicidio che difficilmente troverà i colpevoli, ha ricordato: “La sua colpa più grande risulta un impegno disinteressato per la gente del villaggio. Organizzando assistenza medica per i malati al lavoro, per le famiglie povere senza alcuna ricompensa. Trascorreva giornate aiutando chiunque ne avesse bisogno indipendentemente dall'affiliazione politica”. Una dedizione ripagata con la morte, affermano nella casa del bracciante, sottolineando l’abbandono della comunità e il crimine piccolo e grande che sempre più cova nella sfera politica.











